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Acqua, un bene prezioso da tutelare

Acqua bene da tutelare

Oggi è la giornata mondiale dell’acqua, che compie il suo venticinquesimo anno. Un bene prezioso da tutelare, anche se ogni giorno lo si fa sempre meno. Essa può anche essere considerata un diritto universale, ossia uguale per tutti. In realtà però non è per nulla così. Infatti l’acqua potabile è ancora utopia per un decimo della popolazione mondiale. E nel frattempo, come se non bastasse, sono in costante aumento le pratiche di water grabbing, atte a sottrarre alla collettività il controllo della risorsa idrica. E questo fa capire che la problematica del libero accesso non riguarda soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma vi è un po’ ovunque, grazie a queste forme che si possono tranquillamente definire subdole.

Insomma, c’è davvero ancora tanto da fare. A lanciare l’allarme è persino l’Unicef, la quale afferma che la minaccia alla vita e al benessere dei più piccoli è rappresentata  soprattutto dall’esaurimento delle fonti d’acqua potabile. Inoltre va detto che il cambiamento climatico potrebbe intensificare tale minaccia. Persino il Papa, nell’udienza generale. ha parlato dell’acqua come «un bene di tutti», auspicando una valorizzazioni dei suoi significati culturali e religiosi e un forte e importante intervento in campo educativo, settore da cui partire.

Il 29,9% delle famiglie non si fida dell’acqua che esce dal rubinetto. Per l’acqua minerale si spendono 10 euro al mese, altri 13 per l’acqua di uso domestico: sono questi i dati pubblicati dall’Istat proprio in data odierna, giornata mondiale dell’acqua. Certo, la questione è totalmente differente rispetto a quella della potabilità e della sua assenza, ma fa capire molto bene quanti errori vengano commessi nella sua gestione, la quale, troppo spesso, diventa fonte di guadagno e di sperpero continuo di denaro. Tanto volte si è detto che l’acqua è un bene pubblico. Ma, ora come ora, non si è ancora riusciti a passare dalle parole ai fatti.

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