Politica & LobbyTop News

Venti di guerra, la doppia morale del liberalismo

Svestiti i panni dell’isolazionista, Donald Trump si è pienamente calato nel suo ruolo di presidente dello Stato più bellicoso dai tempi della Roma repubblicana e, nel giro di una settimana, ha ordinato un paio di bombardamenti in Siria e Afghanistan e mosso le sue navi da guerra contro la Corea del Nord. Mai come in questi giorni, il mondo si è ritrovato sull’orlo del conflitto, come durante la crisi missilistica cubana. Probabilmente la minaccia verrà sventata non tanto dal buon senso, che in politica internazionale conta zero, quanto dal potenziale utilizzo dell’arma nucleare che, ancora una volta, potrebbe svolgere il paradossale ruolo di defensor pacis. Mi preme, tuttavia, mettere in luce la doppia morale con cui il liberalismo occidentale sta vivendo questa fase calda, emettendo giudizi senza senso e infilando una serie di banalità a ripetizione.

Donald, la guerra ti fa bello

Donald, la guerra ti fa bello

BUONI E CATTIVI- Per l’opinione pubblica globale, fino a qualche settimana fa, Trump era un sessista, xenofobo, amico di Putin ed evasore fiscale. I giornali di mezzo mondo ne dileggiavano gli atteggiamenti, le proposte, le idee. Improvvisamente, il miliardario è diventato una figura rispettabile e responsabile, tutore della pace e della democrazia. Il voltafaccia mondiale, tanto improvviso quanto pronosticabile, si è verificato dopo il bombardamento ai danni della Siria che, finalmente, è tornata ad essere nazione canaglia, e non più lo Stato che ha prodotto lo sforzo maggiore nella guerra all’Isis. I paladini dell’ordine, dunque, sono nuovamente al fianco degli USA, e si può tracciare in tutta tranquillità la linea tra buoni e cattivi. Ci stavamo preoccupando.

MINACCIA PER LA PACE- L’altra minaccia per gli equilibri mondiali è rappresentata dalla Corea del Nord, Stato notoriamente in guerra con tutti, che conta la bellezza di zero ingerenze delle sovranità altrui. Kim Jong-Un, l’uomo che uccide a colpi di cannonate (sì, vabbè…), il tiranno da eliminare; Donald Trump, invece, il guardiano della pace verso cui rivolgere le proprie preghiere per un futuro migliore. Ed ecco che, dunque, la manciata di testate nucleari possedute dalla Corea del Nord, al solo scopo di deterrenza, si rivelano essere un vulnus intollerabile per il liberalismo, mentre gli ordigni americani, disseminati più o meno ovunque, l’arma migliore della democrazia. Per non parlare, ovviamente, della “Madre di tutte le bombe“, con la quale il novello Truman  ha voluto mostrare i muscoli alla Russia; temiamo che, come l’URSS all’epoca della bomba atomica, il Grande Orso non si lasci scomporre più di tanto.

APPROFONDIMENTI  Acqua, un bene prezioso da tutelare

Meno male che Trump c’è.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *