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La guerra dei vaccini: le posizioni di pro-vax, anti-vax… e chi sta in mezzo

vaccini

Pro-vax e anti-vax, gli schieramenti sono ormai ben distintamente contrapposti da tanti mesi, ossia da quando il Ministro della Salute Lorenzin ha reso obbligatori 10 vaccini tra 0 e 16 anni per legge. Le famiglie che non dimostrano di aver adempiuto agli obblighi di legge, rischiano sanzioni, tra cui anche l’impossibilità di mandare i figli a scuola. Una decisione, questa, che ha ulteriormente inasprito il livello dello scontro tra pro-vax e anti-vax. Di recente, anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, si è schierata contro l’obbligo, difendendo quello che secondo lei è un diritto allo studio anche dei bambini non vaccinati.

Ma chi ha ragione? In linea generale, chi è a favore dei vaccini sostiene tutti i dati ufficiali e gli studi che hanno portato all’estensione delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10, mentre chi è contro porta a sostegno delle proprie tesi degli studi magari non ufficialmente riconosciuti e delle casistiche che mettono in risalto controindicazioni ed effetti collaterali.

vaccini pro-vax anti-vax

I pro-vax, in sostanza, confermano che l’aumento dei vaccini obbligatori si sia reso necessario per via della riduzione della copertura vaccinale, che ha avuto come conseguenza l’aumento di malattie infettive o il ritorno in auge di altri malanni che sembravano ormai sconfitti da anni in Italia, come il morbillo. I genitori pro-vax temono che i propri figli possano essere contagiati a scuola da compagni non vaccinati e di conseguenza che sia messa a rischio la propria salute. Gli anti-vax, invece, evidenziano come non ci siano epidemie in corso in Italia, che alcuni vaccini abbiano delle correlazioni con alcuni disturbi dello spettro autistico e che in sostanza la decisione di ampliare il numero di vaccini obbligatori sia solamente un favore fatto dalle istituzioni nei confronti dei colossi del farmaco.

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Negli ultimi mesi sono stati numerosi i ricorsi da parte di associazioni anti-vax, ma fin qui i tribunali hanno sentenziato semplicemente adeguandosi alla normativa vigente. La sentenza più rumorosa è stata emessa a ottobre 2017 dal Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso di una mamma il cui figlio, non vaccinato, non era stato accettato in una scuola materna di Latina. Secondo i giudici del Tar del Lazio non c’è “il presupposto del danno grave e irreparabile, dato che il danno lamentato è eliminabile dalla ricorrente semplicemente adempiendo agli obblighi scaturenti dalla legge” sui vaccini.

In mezzo a pro-vax e anti-vax si inserisce la Rete Sostenibilità e Salute, composta da 25 associazioni tra cui medici, docenti universitari e cittadini di tutta Italia, nonché l’associazione Medici NoGrazie. Secondo il portavoce Jean-Louis Aillon la contrapposizione netta tra chi è a favore dei vaccini e chi è contro non ha ragione di esistere, poiché sono “due alternative che non hanno senso perché ogni vaccino ha un suo peculiare profilo di efficacia, effetti collaterali, costi, e va dunque valutato in modo specifico. Siamo preoccupati sia delle persone che non si vaccinano, sia di quelle che propongono i vaccini come la panacea di tutti i mali”. La Rete evidenzia in sostanza la validità dei vaccini obbligatori, che hanno rappresentato un importante passo in avanti per l’umanità, mentre non si può non evidenziare il fatto che alcuni vaccini presentino dei segnali di inappropriatezza. In questo caso, si fa solitamente l’esempio dell’anti-meningococco B, sul quale si è espresso anche l’Istituito Superiore di Sanità, sostenendo che non ci sia alcuna epidemia, se non mediatica.

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