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Chi è Jair Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile

C’è un pezzo di Italia nel sangue di Jair Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile, eletto lo scorso 28 ottobre con oltre 50 milioni di voti. I suoi genitori, Perci Geraldo Bolsonaro e Olinda Bonturi sono entrambi di origine italiana. La famiglia del nonno paterno viene infatti da Anguillara Veneta, in provincia di Padova. Il bisnonno, Vittorio Bolzonaro, il cognome infatti era originariamente scritto con la z, arrivò in Sudamerica a dieci anni. La parte materna invece, con i nonni Guido Bonturi e Argentina Pardini, era originaria di Lucca, Toscana.
Per molti, il Brasile si è affacciato di nuovo verso la dittatura. Una personalità strana, controversa e pericolosa quella dell’ex Ufficiale militare, con un passato nei reparti della artiglieria e paracadutisti dell’Esercito e una formazione presso l’Academia Militar das Agulhas Negras. Tre mogli diverse, cinque figli in totale, deputato dal 1991, consigliere comunale a Rio De Janeiro. Il suo è un populismo di destra, con alta dose di militarismo, nazionalismo e conservatorismo.

La sua ricetta vincente è stata quella di lottare contro qualsiasi minoranza, sia essa politica, sessuale, religiosa, e individuare in essa le colpe della crisi brasiliana. I nemici numero uno di Bolsonaro sono ovviamente “la marmaglia rossa”, i simpatizzanti della sinistra che meriterebbero, nei suoi programmi, la galera e l’esilio. Sono loro i responsabili della caduta libera del Brasile, messo in ginocchio dalla corruzione delle aziende statali e da una criminalità che resta impunità.

Lotta alla corruzione e paura del crimine sono le due armi vincenti del suo programma politico. Su queste ha fatto leva durante la campagna elettorale. Con queste è riuscito a vincere. Lo chiamano “il Messia” i suoi elettori. Che durante il periodo precedente alle urne, non l’hanno mai visto in televisione o in piazza. Si è sistematicamente sottratto a ogni confronto pubblico, ad ogni faccia a faccia. Complice un attentato fallito, ha utilizzato solo ed esclusivamente i social network, con milioni di tweet e centinaia di video pubblicati su facebook.

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Per capire meglio però la sua figura e la sua politica vi lasciamo ad alcune delle sue frasi più famose. E più terribili. Attraverso i suoi avversari o le sue prerogative, viene fuori tutto il firmamento a cui si ispira Jair Bolsonaro:

1. A favore del clientelismo

“Competenza? È un problema del deputato. Se voglio mettere una prostituta nel mio gabinetto, ce la metto. Se ci voglio mettere mia madre, ce la metto. È un problema mio”.

2. A favore dell’evasione

“È il mio consiglio e lo faccio: evado tutte le tasse che posso”.

3. A favore degli stupri

“La deputata Maria do Rosário? È molto brutta. Non è il mio tipo, non l’avrei mai violentata. Non sono uno stupratore, ma se lo fossi, non l’avrei violentata perché non se lo meritava.”

4. Contro le donne

“Ho cinque figli. Ho avuto quattro maschi, al quinto mi sono indebolito ed è uscita una femmina”

5. A favore della violenza contro le donne

“Non ho mai picchiato la mia ex moglie ma ho avuto voglia di fucilarla varie volte”

6. Contro i suoi nemici politici

“Il Partito Socialismo e Libertà è un’organizzazione di stronzi e froci. Risponderò al senatore con la carta igienica”

7. A favore della tortura

“Io difendo la tortura. Un trafficante che agisce nelle strade contro i nostri figli deve essere messo sul pau de arara [palo di ferro, lo stesso usato durante il regime ndr] immediatamente. Non ci sono diritti umani in questo caso. Pau de arara, botte. Per i sequestratori, la stessa cosa. Il tizio deve essere pestato perché apra il becco”.

8. Contro gli omosessuali

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“Sarei incapace di amare un figlio omosessuale. Non sarò ipocrita: preferisco che mio figlio muoia in un incidente piuttosto che si presenti con un altro uomo. Per me sarebbe come se fosse morto, in ogni caso”.

9. A favore della violenza

“Un poliziotto che non uccide non è un vero poliziotto”.

10. Contro le nascite

“Dobbiamo adottare una rigida politica di controllo delle nascite. Non possiamo più fare discorsi demagogici e pretendere risorse e mezzi dal governo per questi miserabili che prolificano sempre di più in questa nazione”.

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