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Parliamo di Bibbiano, ma anche di Russia e Salvini

Sono i giorni da martello per Matteo Salvini, quelli in cui battere il ferro finché è caldo, soffiare sull’odio e aizzare la popolazione. La morte del carabiniere Rega, la questione della moto d’acqua del figlio, la zingara che lo minaccia di morte, nonché il caso Bibbiano, aiutano al leader della Lega a spostare l’attenzione.

E distogliere da quel fastidioso problema dei fondi russi nelle casse della lega. Il problema è che arriva un aggiornamento direttamente dalla Russia. A parlare, infatti, sono i diretti interessati: Vladimir Putin ha riferito infatti al suo portavoce cosa dire davanti ai microfoni. In ballo ci sono migliaia di rubli che, sottoforma di finanziamento per l’acquisto di gas, sarebbero finiti nelle casse della Lega.

Dmitri Peskov, responsabile della comunicazione del Cremlino, ha bollato l’inchiesta i Buzzfeed, che ha visto la luce lo sorso 10 luglio, come qualcosa di falso. Mentre Matteo Salvini si è limitato ad un no comment, affidandosi in tutto e per tutto alla magistratura italiana: “la più vera, la più onesta, la più efficiente del mondo”. Parole che suonano strane soprattutto dopo gli attriti che il Ministro ha avuto con la giustizia dopo il caso Sea Watch. Secondo Interfax, nota agenzia di stampa russa, Peskov ha dichiarato: “Abbiamo visto il rapporto di Buzzfeed e abbiamo analizzato la trascrizione dei colloqui ma questo non prova nulla. Non vediamo ragione per commentare”. Difficile però negare i legami tra Lega e Putin, che erano stati già messi in luce da Giovanni Tizian e Stefano Vergine nel volume “Il Libro nero della Lega”. Adesso le registrazioni audio di Gianluca Savoini, presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia, mettono nuova benzina sul fuoco. Sarebbe stato lui infatti l’incaricato da Salvini per ottenere finanziamenti. Illeciti, perché la legge italiana proibisce ingerenze estere nelle elezioni nostrane. Stando però a quanto si legge su La Repubblica e Il Foglio, il partito di Matteo Salvini si sarebbe avvalso di fondi stranieri per le Europee 2019 e anche per accrescere il suo seguito sui social. Inoltre è emblematico come nell’ottobre del 2018 Matteo Salvini avesse provato proprio a modificare questa legge, senza però riuscirci. Riprovandoci anche nel 2019. Continua a leggere dopo la foto.

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Non c’è nessun problema alla costituzione di commissioni di inchiesta sui finanziamenti ai partiti. Ne facciano anche sette otto, non abbiamo nulla da nascondere”. Ha detto Matteo Salvini, mentre PD e M5S chiedono un’interrogazione e un’inchiesta in merito. La vicenda, infatti, sembra ancora molto oscura. Ma il vicepremier è abile a spostare l’attenzione altrove.

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