Top News

Gli strani rapporti di Matteo Salvini

Un’estate da dimenticare per Matteo Salvini. La crisi di governo da lui propiziata ha di fatto riportato al governo il Partito Democratico. A pesare sul conto del leader della Lega ci sono soprattutto alcuni voltafaccia, alcuni rapporti complicati.

Era il dicembre dello scorso anno, la Curva Sud del Milan festeggiava i cinquant’anni di attività. Una compagine di ultras longeva, “una delle realtà più belle del calcio europeo”. A dirlo non era un tifoso rossonero, o per lo meno non uno qualunque. Era direttamente il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, invitato all’evento dagli esponenti del tifo organizzato. Forse direttamente da Luca Lucci, detto “il Toro”, uno dei leader della curva. È una delle figure più carismatiche del settore, ha tre Daspo sulle spalle, una condanna per aggressione ed è stato indagato insieme ad altre 21 persone all’interno di un’operazione in cui vennero sequestrati 600 chili di hashish, marijuana e cocaina. È lui ad accoglierlo, a stringerlo, ad abbracciarlo. E a chi gli ricorda i suoi, e di molti altri esponenti, contatti con i clan di ‘ndrangheta, le denunce, le condanne, Matteo Salvini risponde così: “Sono un indagato in mezzo agli indagati”.

Non ci sono solo gli immigrati da sfruttare per creare successo politico. C’è anche la questione calcistica, uno degli altri punti forti del nostro paese. Salvini la coccola, la corteggia. Partecipa alle feste del tifo organizzato, si fa vedere come uno di loro. “Gli unici che ci hanno messo cuore, passione, grinta e idee, anche stasera, sono stati i tifosi Milanisti” twittava dopo una sconfitta della sua squadra il Vicepremier. Mosse studiate, parole precise.

APPROFONDIMENTI  Una battaglia per la net neutrality si profila all’orizzonte

Ma se da un lato Salvini partecipava alle feste degli ultras, prometteva impegni, abbracciava sciarpe, dall’altra preparava la mazzata. Quella del Decreto Sicurezza, ad esempio, dove tra le assurde norme contenute anche quella relativa ai Daspo. Chi ne aveva ricevuto uno addirittura 30 anni fa ha il divieto di abbonamento allo stadio. “Ognuno si fa fotografare con chi gli pare – ha detto Lorenzo Contucci, avvocato penalista specializzato in legislazione legata al mondo del tifo – Quello che osservo dal punto di vista tecnico è che qua non si parla di politica né di ultras ma di giustizia e logica. Le violenze degli ultras secondo le statistiche dello stesso ministero dell’Interno sono in fortissimo calo, ma immigrati e ultras sono due tipici spauracchi da agitare per raccogliere consenso. Gli ultras peraltro non interessano agli stessi settori politici che poi invece si allarmano quando certe norme dallo stadio vengono estese alle piazze”.

Ma in molti contestano a Matteo Salvini questo volta faccia. Su Facebook aveva costruito il suo impero di consensi, ma ora qualcosa sembra essersi inceppato. Se stamattina, alle ore 11.00, la sua pagina fan contava 3 milioni 748mila e 123 followers dopo nemmeno due ore il numero era sceso a 3 milioni 747mila 963. Il trend è continuato però, arrivando alle ore 14.15 a 3 milioni 747mila 667. Non stiamo parlando di un tracollo, ma di un cambio di passo, quello sì. Che avviene proprio nel luogo in cui le idee del leader leghista erano più forti e godevano di maggiore consenso e diffusione. I fan sono continuati a scendere, arrivando intorno alle ore 16.00 a quota 3 milioni 747mila e 414. Mentre, al contrario, salgono i mi piace sulla pagina del Premier Giuseppe Conte e sul leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Secondo gli esperti di flussi social e di comunicazione, il trend è destinato ad esaurirsi a breve, ma può dare comunque precise indicazioni sul modo in cui gli italiani hanno interpretato e letto le mosse di Matteo Salvini.

APPROFONDIMENTI  Voucher, si decide per l'abolizione

Tutta carne da campagna elettorale, gli ultras e il calcio come gli stranieri e l’immigrazione. Da sfruttare per incamerare consenso.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.