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Proteste Roma Metropolitane, ferito Stefano Fassina

Nuova bufera su Virginia Raggi, sul Campidoglio e sui trasporti della capitale: la società Roma Metropolitane sarà liquidata. La giunta capitolina ha annunciato di non voler ricapitalizzare la municipalizzata e ha dato mandato a Marco Santucci di portare i libri in tribunale e dare il via alla procedura di fallimento.

L’azienda si occupava, dal 2005, di svolgere il ruolo di appaltante per la realizzazione delle opere trasportistiche in città, tra cui la famosa e discussa linea C della metropolitana, e continuerà a essere operativa finché non saranno esauriti i progetti in essere. Intanto i servizi saranno divisi tra le dipendenze del Dipartimento capitolino Trasporti e l’Agenzia capitolina per la Mobilità. Molto probabilmente gli uffici di via Tuscolana continueranno a lavorare fino al 2024, anno in cui è in programma la consegna ad Atac dell’ultimo tratto della Metro C, con l’apertura della stazione Fori Imperiali-Colosseo.

Il rischio, anzi la certezza di questa chiusura è la perdita di lavoro per oltre 45 dipendenti, che sui 175 totali, sono già stati inseriti fra gli esuberi. Per loro è già pronta la procedura di licenziamento 223 con possibile ricorso alla cassa integrazione.

Una decisione assurda, così, in attesa della decisione, i lavoratori hanno assediato l’esterno della sede, mandando in tilt il traffico, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per il 15 ottobre una grande manifestazionecontro il dissesto delle municipalizzate romane”. Davanti alla sede di Roma Metropolitane si sono raggruppati in tantissimi, quasi 100, dando vita a caos e sommosse. Proprio mentre era in corso la riunione per la liquidazione della società, i lavoratori a rischio stavano protestando fuori dal palazzo sulla Tuscolana, addosso pettorine arancione e cartelli, con l’intenzione di voler impedire ai soci la riunione. Quando i rappresentati del Comune di Roma sono arrivati, ecco che si è scatenata la bufera, con la polizia che ha dovuto scortare i delegati forzando il blocco.

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Numerose cariche e contatti, con diversi lavoratori a terra. Tra questi anche il deputato Stefano Fassina, che secondo alcune testimonianze avrebbe anche perso conoscenza per alcuni secondi. Il parlamentare di Sinistra Italiana è stato portato al San Giovanni dove è stato medicato per un trauma toracico (senza fratture o lesioni) e poi dimesso in serata.

«Questo è come è ridotta Roma – ha scritto su Facebook Julian Gareth Colabello Consigliere Pd e Presidente della Commissione Trasparenza del XIV Municipio Roma – Per entrare a liquidare una partecipata del Comune la Raggi e i suoi sodali devono usare la celere schiacciando lavoratori consiglieri di opposizione, sindacalisti lasciando a terra feriti e contusi. Un’infamia firmata Lemetti, l’assessore al bilancio del Comune che sta mandando in fallimento tutte le partecipate del Comune semplicemente non pagandole e non facendo nulla”.

Nel gruppo che resisteva alla carica i Consiglieri PD Giulio Pelonzi, Ilaria Piccolo e Giulio Bugarini, il Consigliere e parlamentare SI Stefano Fassina che vedete a terra e che è stato trasportato via in ambulanza, il segretario della Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica. Una vergogna senza fine, una vergogna che Roma non merita».

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